domenica 21 ottobre 2012

Vita da cane

Quando ero un cane vivevo in questo cortile. Ricordo ancora la noia che provavo a fissare per ore quel muro di mattoncini, elemento architettonico di qualche interesse nella casa del mio padrone. Dalla parte opposta al muro, c'era una inferriata di separazione tra la nostra proprietà e quella del vicino. Quest'ultimo non era molto simpatico al mio padrone, per cui io ero quasi moralmente e professionalmente costretto ad abbaiare contro di lui appena avevo l'occasione di scorgere la sua fisionomia. Anche se ero sdraiato in terra a riposarmi, come vedevo anche solo la sua ombra scattavo in piedi e con una velocità niente male mi gettavo contro la grata cercando di essere il più cattivo possibile. Alcune volte eccedevo a causa dello zelo professionale, e allora il mio padrone cacciava fuori il muso dalla finestra e mi rimproverava duramente. Ma sono convinto che in cuor suo era contento di tutto quel mio baccano. 
Il cibo non era male, gli unici appunti che potevo fare erano relativi all'igiene e al movimento: raramente mi puliva la ciotola e altrettanto di rado mi faceva uscire. La mia non era una vita particolarmente felice. Talvolta riflettevo sul mio destino, su quali opportunità avevo perso lasciando troppo presto il canile "Dumdum". Forse se avessi continuato a vivere con il resto del branco, avrei potuto aspirare a diventare un cane da guardia o, addirittura, un cane poliziotto. Ma, purtroppo, "del senno di poi son piene le fosse". 
Quando ero maggiormente triste, mi immaginavo anche nel ruolo di uomo. Sì, mi vedevo vestito di tutto punto, seduto a tavola mentre fumavo una sigaretta dopo un lauto pranzo. Per me, il massimo era poter tenere tra le dita una sigaretta, ammirando le volute di fumo che placidamente uscivano dal mio naso. Che bella vita sarebbe stata!
Non era una bella vita quella del cane, specialmente quando si sentivano nell'aria certi odori e io, bloccato in quel giardinetto che sembrava una cella, non avevo altra possibilità che ululare alla luna tutta la mia sensualità. Ma una volta mi riuscì di "evadere": scavai una buca sotto al cancello e poi strisciai fuori. Il cuore mi galoppava in petto per la forte emozione. Finalmente libero! Sarei potuto andare a zonzo nella notte alla ricerca della mia bella. Purtroppo, la mia avventura finì sotto le ruote di un'automobile. Spirai in pochi secondi, maledicendo la mia sfortuna. 
Non so come, non so perché, ma di lì a breve mi ridestai a nuova vita nelle vesti di un piccolo essere umano. E cosa ancora più strana, mi ricordavo la vita trascorsa da quadrupede. Senz'altro mi direte che ebbi una grande fortuna nel essermi così velocemente emancipato: da servo a padrone nel giro di qualche anno. Ma come scoprii successivamente, non è tutto oro ciò che luccica. La vita da umano mi riservò parecchie delusioni: innanzitutto non potevo più abbaiare contro tutto ciò che non mi andava a genio. Per esempio, prima avevo una certa antipatia verso il postino e non perdevo occasione per fargli vivere qualche attimo di vero terrore quando si avvicinava al cancello per infilare la posta nella cassetta. Adesso, da essere educato ed evoluto, non posso gridare in faccia ad altri quello che penso realmente. Devo usare le giuste perifrasi, le parole per offendere non possono essere troppo grossolane e troppo urlate. Non parliamo di pisciare contro i muri; che liberazione, prima, poter alzare la gamba e minzionare! Voialtri mi direte, che adesso non sono obbligato ad abbaiare su commissione al "vicino". Vi sbagliate: ora il sistema è più raffinato, ma la sostanza è la stessa. Attraverso i mezzi di informazione, specialmente mediante la televisione, ottengo i giusti ordini e allora di volta in volta ho il mio nemico, quello che mi viene ordinato di odiare.  
Il cibo è più vario e i piatti più puliti, ma nonostante tutto è sempre la stessa "sbobba" di sempre. Adesso mi spiegano che ci sono le "stelle" e i cuochi-artisti, ma, dico io, dove trovo l'acqua di fonte e la frutta da cogliere dagli alberi, non infestati da antiparassitari?
Signori miei, se continua di questo passo, avrò nostalgia anche delle pulci.

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