"Che bel picnic", cinguettava giuliva Adriana, mentre con uno stuzzicadente cercava di togliersi un pezzettino di prosciutto che le si era incastrato tra un canino e un incisivo inferiori. "Erano mesi che non passavamo una giornata così frizzante".
Giorgio la guardava sornione. Sapeva che la parola "frizzante" faceva intravedere una serata altrettanto interessante, Adriana la usava come "semaforo verde" per le sue grazie. "E per oggi ho anche il passepartout", pensava tutto eccitato. "Sì, mia cara, una giornata perfetta", rispose ammicando un sorriso.
Adriana e Giorgio erano ormai abbondantemente sulla cinquantina, ma erano praticamente "sposini". Tutt'e due avevano un matrimonio fallito alle spalle e tanti flirt terminati in un batter di ciglia, ma finalmente si erano incontrati e subito capiti: l'ultimo treno non si può perdere. Vi erano montati in fretta, dopo aver soppesato i rispettivi patrimoni. Così, da circa tre anni erano sposi. Tutto sommato erano felici della loro vita, fatta di mangiate, bevute e qualche effusione, che talvolta portava anche ad un rapporto completo. E quelle volte la vita era frizzante, come diceva Adriana.
Sì, era perfetta, ma Giorgio sentiva che c'era qualcosa che talvolta non andava nel loro matrimonio. Avevano una bella casa, la macchina, praticamente nuova, l'avrebbero sostituita il prossimo anno, le ferie estive le trascorrevano nella solita pensioncina sulla riviera romagnola (tutto compreso e piatti abbondanti), tv al plasma ultimo modello e abbonamento annuale per vedere le partite e i film. Cosa mancava loro? Nulla, però, però c'era qualcosa...
"Mi ami?", chiese a bruciapelo Giorgio. Adriana, che intanto aveva mandato giù un altro bicchiere di quel vinello fresco, lo guardò dubbiosa di aver ben compreso la domanda. "Che?", domandò a sua volta la donna.
"E' semplice la domanda: mi ami?".
"Sì, certo, ma che ti passa per il cervello?", rilanciò lei.
"Ma mi ami perché siamo ormai verso il tramonto della vita, oppure perché sono la tua anima gemella?", fece lui, sempre più interessato all'argomento.
"Anima gemella? Ma che ti prende oggi? Sembri quasi una adolescente, mentre sei un uomo già abbastanza maturo", il suo stupore alle domande di lui si mischiavano ai fumi dell'alcool. Adriana non riusciva più a percepire la realtà, pensava che fosse tutto un gioco di Giorgio per divertirsi alle sue spalle. "Ti faccio vedere io, stasera, che anima gemella hai!". Ormai era il vino che parlava al posto di Adriana.
Giorgio interruppe il discorso, guardando lei mentre, piano piano, si adagiava su di un fianco in terra, e che da lì a un momento si sarebbe assopita. E insieme a lei vide i rifiuti e gli avanzi del picnic, e gli sembrò che tutto si assemblasse, come in una natura morta. "In una natura morta non c'è posto per l'amore", le venne da pensare.
Prese la cesta e le borse ed iniziò a raccogliere gli avanzi, sarebbero stati utili per la cena. E poi avrebbero avuto una nottata frizzante.
"In fin dei conti non mi posso lamentare", rifletté Giorgio "ancora sembra fresca" e si accorse che questo ultimo pensiero era rivolto ad Adriana, che ormai addormentata respirava pesantemente, ma con un'aria soddisfatta.









