Il capo a volte si arrabbia. E' preso da un odio quasi irrefrenabile contro alcune parole, utilizzate come refrain, dai mass media, dalle istituzioni (altra parola che mette di cattivo umore il capo), dagli uomini della strada (e questa locuzione lo rende furibondo).
Negli ultimi tempi, il capo è spesso arrabbiato: rimbalzano, infatti, ovunque le parole "equo" ed "equità": non ne può più, il capo, di questi termini. E si adira maggiormente perché c'è qualcuno, e senz'altro non l'ultimo arrivato, che vuole convincere tutti (e tra questi il capo) che si possono svolgere delle azioni politiche dettate dalla imparzialità e dall'equilibrio.
"Equilibrio?" si domanda e ci domanda il capo. "Ma se ultimamente, e quando dico ultimamente mi riferisco a decenni, che sembra di essere perennemente in un circo, dove i clown, ormai, non fanno neanche più ridere, essendo diventate figure patetiche dovendo cercare continuamente di non farsi prendere il ruolo dal domatore, che libera le tigri, dal funambolo, che avvolge il pubblico con la corda, dal lanciatore di coltelli, che sbuccia le mele con i suoi arnesi del mestiere, e dalla donna cannone che si spara contro la folla, gettando tette e culo sulle copertine di ogni settimanale, mensile, sperando di avere in cambio delle annualità remunerate".
Quando il capo si arrabbia, tende a scaldarsi e quando si scalda acquista doti medianiche che lo proiettano oltre il tempo. E in questi casi si proietta in un futuro che sa quasi di passato, e comincia a citare, con voce ispirata, delle frasi, dei versi tratti da qualche libro, del quale si è smarrita traccia. E in questi momenti mette veramente paura: infatti parla di tiepidi che non sono buoni perché sanno ma non fanno. Dice che ciascuno dovrebbe dare quello che è capace di dare e avere ciò di cui ha bisogno. Dice, anche, che verranno quei tempi passati, in cui l'equilibrio sarà lasciato al demonio, perché in un mondo di eguali nessuno potrà dividersi su i due piatti della bilancia dell'umanità. In questi casi il capo diventa ancora più criptico di quanto lo sia normalmente.
Noi, che gli vogliamo bene, cerchiamo di non fargli ascoltare certe esternazioni tele-genico-visive o di fargli leggere certi commenti socio-politici interessati.
E' fatica volere bene al capo.
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