lunedì 6 agosto 2012

Sentimenti (1)

Ci eravamo quasi illusi, baloccandoci nella tranquillità della campagna, di avere portato a termine l'ultima e più difficile missione degli ultimi anni, ma come sempre avevamo commesso un errore (ma non il nostro capo): l'emergenza non era terminata. Il gioco si faceva diverso, ma sempre di un gioco si trattava. Le tracce di BOND le avevamo perse da un bel pezzo, ma comunque eravamo riusciti a capire che lui era solamente una tigre di carta. 
Adesso ci trovavamo difronte ad un altro scenario di cartapesta, quello del SENTIMENTO e il nostro capo era ben deciso a scoprire da dove venisse questo nuovo gioco di società (o delle società). "SENTIMENTO", ci comunicò telepaticamente il capo "è un'operazione troppo sopraffina per essere stata messa in campo dai soliti cialtroni. Già nel nome c'è l'inganno. Si vuole superare il raziocinio per far passare i messaggi  della sopravvivenza attraverso l'irrazionale. Tendono alla distruzione del pensiero, preferendo il comando semplice e diretto del sentimento, affinché le masse supinamente si dividano in tante squadre, le une contro le altre. Bisogna fare attenzione ad ogni segnale, ad ogni simbolo: i luoghi di morte saranno presto individuati. Fate attenzione, mi raccomando".
Il capo lanciò questo messaggio e se ne andò a dormire. Quello che doveva fare lo aveva ormai fatto. 

    1 commento:

    1. Ein Spiel?
      Ein Könner der Täuschung?
      Oder;
      wir habe den Zeitpunkt verpasst, an dem aus dem Spiel Ernst wurde.
      Bedingungsloser Gehorsam musste schon oft mit dem Tod bezahlt werden.
      Ein Signal übersehen, ein Symbol falsch deuten; schon "Adam und Eva" ist dieser gravierende Fehler unterlaufen.

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