Sole e pioggia. Poi, ancora sole e pioggia. E' un lavoro semplice, ma deve essere portato avanti con tenacia, pazienza e metodo. Si può dire che il meccanismo è talmente elementare e ripetitivo, che può determinare una sorta di noia per chi non è sufficientemente preparato.
Sole e pioggia, questi sono gli elementi prioritari per la riuscita del fenomeno. Prima occorre compiere un'opera di riscaldamento del terreno in maniera uniforme, senza tralasciare nessun angolo, anche il più remoto, quello più lontano dal centro del terreno, quello in cui non c'è nulla, privo di ogni rilevanza. Poi, bisogna bagnarlo ben bene con piogge di diverse tipologie: torrenziale, pioggerella, intermittente, ventosa, eccetera. Una volta che il terreno è ben lavorato, si scelgono delle determinate aree, quelle in cui c'è maggiore resistenza. Lì si devono concentrare le forze: sole-pioggia-sole-pioggia-sole-pioggia... Occorre continuare con questa sequenza, sino a quando non appare visibile, anche ad occhio nudo, il primo scardinamento delle resistenze. Appena il terreno perde quella compattezza naturale, quando cioè inizia a desertificarsi tanto da permettere lo sbriciolamento dei legami territoriali, allora si possono anche ridurre le forze di intervento. Infatti, a quel punto, entra in campo un altro fattore importante: il tempo. Il tempo lavorerà per la scomposizione di ogni legame. Sarà sufficiente aspettare, affinché le dinamiche che si sono messe in moto producano ciò che si è pianificato. In modo inesorabile, quel territorio resistente verrà corrotto, e questo fenomeno faciliterà il propagarsi dell'erosione anche a aree limitrofe.
Potete anche iniziare a fare degli esperimenti, prendendo in esame piccole aree di terreno; ad esempio, è sufficiente anche il giardino condominiale, dove persone di diverse fasce di età trascorrono parte del loro tempo libero. Guardate attentamente il fenomeno, prendete appunti, pensate anche a programmare interventi diversi dalla semplice corrosione del terreno. Ricordate sempre, che la costante applicazione delle regole fondamentali facilitano anche la diversificazione dei risultati.
Fate comunque attenzione ad impedire, in qualsiasi modo, interventi esterni miranti a ristabilire l'humus del terreno, annullerebbero ogni vostro sforzo.
Sole e pioggia, questi sono gli elementi prioritari per la riuscita del fenomeno. Prima occorre compiere un'opera di riscaldamento del terreno in maniera uniforme, senza tralasciare nessun angolo, anche il più remoto, quello più lontano dal centro del terreno, quello in cui non c'è nulla, privo di ogni rilevanza. Poi, bisogna bagnarlo ben bene con piogge di diverse tipologie: torrenziale, pioggerella, intermittente, ventosa, eccetera. Una volta che il terreno è ben lavorato, si scelgono delle determinate aree, quelle in cui c'è maggiore resistenza. Lì si devono concentrare le forze: sole-pioggia-sole-pioggia-sole-pioggia... Occorre continuare con questa sequenza, sino a quando non appare visibile, anche ad occhio nudo, il primo scardinamento delle resistenze. Appena il terreno perde quella compattezza naturale, quando cioè inizia a desertificarsi tanto da permettere lo sbriciolamento dei legami territoriali, allora si possono anche ridurre le forze di intervento. Infatti, a quel punto, entra in campo un altro fattore importante: il tempo. Il tempo lavorerà per la scomposizione di ogni legame. Sarà sufficiente aspettare, affinché le dinamiche che si sono messe in moto producano ciò che si è pianificato. In modo inesorabile, quel territorio resistente verrà corrotto, e questo fenomeno faciliterà il propagarsi dell'erosione anche a aree limitrofe.
Potete anche iniziare a fare degli esperimenti, prendendo in esame piccole aree di terreno; ad esempio, è sufficiente anche il giardino condominiale, dove persone di diverse fasce di età trascorrono parte del loro tempo libero. Guardate attentamente il fenomeno, prendete appunti, pensate anche a programmare interventi diversi dalla semplice corrosione del terreno. Ricordate sempre, che la costante applicazione delle regole fondamentali facilitano anche la diversificazione dei risultati.
Fate comunque attenzione ad impedire, in qualsiasi modo, interventi esterni miranti a ristabilire l'humus del terreno, annullerebbero ogni vostro sforzo.

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