"Egli deve osservare il mondo sensibile con perspicacia, con freschezza d'impressione e con buon senso e poi abbandonarsi ai suoi sentimenti: non deve speculare con la sua mente per cercare d'intendere ciò che le cose significano, ma se lo deve far dire dalle cose stesse".
Aveva trovato il suo quaderno di appunti, dove trascriveva idee che gli passavano per la mente oppure delle frasi, estrapolate da qualche libro, che riteneva particolarmente interessanti e significative. Aprendolo, si imbatté casualmente in questa citazione, che non sapeva proprio dove l'avesse pescata; infatti, alla fine di quelle righe scritte, c'era solamente il numero della pagina ed era la pagina 20. Ma evidentemente quella frase era stata illuminante per lui, sia quando l'aveva letta per la prima volta, sia adesso, che l'aveva ritrovata. Era come se avesse sempre saputo questa semplice verità, che la sua vita quotidiana tendeva a velare mediante le preoccupazioni, le azioni dovute, le ansie per il futuro, lo stress delle relazioni sociali in una società lontana da ogni naturalità.
"Le cose sanno il loro significato e te lo possono comunicare se sei in grado di ascoltarlo", pensò. E allora lasciò stare tutto quello che stava facendo (o che aveva intenzione di fare). Chiuse gli occhi e richiamò in sé tutte le cose che si ricordava che lo circondavano in quella stanza. E si accorse che ad ogni oggetto era collegato un ricordo, un particolare momento della sua vita, un volto, un sorriso o una lacrima, una frase detta o solamente pensata. E da questi ricordi se ne sviluppavano altri, che non si fermavano agli oggetti che stavano in quella stanza, ma si diramavano nel mondo ed incontravano altri oggetti e altre persone. E questo tutto aveva voglia di parlare con lui, di dirgli cosa erano e cosa facevano. Udiva, ora, nella sua anima, verità che forse già sapeva, ma che non aveva mai avuto la forza di sapere. Tutto diventava semplice ed immediato, dentro di sé c'era un mondo, un altro mondo, altri mondi dai quali attingere il senso della vita.
Aprì gli occhi ed una luce abbagliante entrò in sé, capì che la sua vita non sarebbe cambiata improvvisamente solo perché aveva scoperto alcune cose che già possedeva, ma senz'altro aveva aperto una finestra ed aria nuova era entrata a spazzare un po' di polvere dalla vecchia mobilia.
Aveva trovato il suo quaderno di appunti, dove trascriveva idee che gli passavano per la mente oppure delle frasi, estrapolate da qualche libro, che riteneva particolarmente interessanti e significative. Aprendolo, si imbatté casualmente in questa citazione, che non sapeva proprio dove l'avesse pescata; infatti, alla fine di quelle righe scritte, c'era solamente il numero della pagina ed era la pagina 20. Ma evidentemente quella frase era stata illuminante per lui, sia quando l'aveva letta per la prima volta, sia adesso, che l'aveva ritrovata. Era come se avesse sempre saputo questa semplice verità, che la sua vita quotidiana tendeva a velare mediante le preoccupazioni, le azioni dovute, le ansie per il futuro, lo stress delle relazioni sociali in una società lontana da ogni naturalità.
"Le cose sanno il loro significato e te lo possono comunicare se sei in grado di ascoltarlo", pensò. E allora lasciò stare tutto quello che stava facendo (o che aveva intenzione di fare). Chiuse gli occhi e richiamò in sé tutte le cose che si ricordava che lo circondavano in quella stanza. E si accorse che ad ogni oggetto era collegato un ricordo, un particolare momento della sua vita, un volto, un sorriso o una lacrima, una frase detta o solamente pensata. E da questi ricordi se ne sviluppavano altri, che non si fermavano agli oggetti che stavano in quella stanza, ma si diramavano nel mondo ed incontravano altri oggetti e altre persone. E questo tutto aveva voglia di parlare con lui, di dirgli cosa erano e cosa facevano. Udiva, ora, nella sua anima, verità che forse già sapeva, ma che non aveva mai avuto la forza di sapere. Tutto diventava semplice ed immediato, dentro di sé c'era un mondo, un altro mondo, altri mondi dai quali attingere il senso della vita.
Aprì gli occhi ed una luce abbagliante entrò in sé, capì che la sua vita non sarebbe cambiata improvvisamente solo perché aveva scoperto alcune cose che già possedeva, ma senz'altro aveva aperto una finestra ed aria nuova era entrata a spazzare un po' di polvere dalla vecchia mobilia.

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