lunedì 24 settembre 2012

Sentimenti (5) A tutto sesto

"A tutto sesto", forse era questa la frase che il capo aveva detto al telefono, forse. Non ne ero affatto sicuro, anche perché non riuscivo a capirne il significato. "Che sia veramente un idiota, come mi diceva Maurizio", pensai ancora. Diceva perché dopo la terza volta che si era permesso di darmi dell'idiota, il povero Maurizio era caduto in una sorta di depressione irreversibile, da non riuscire più a dire alcunché. Povero Maurizio! Ma certe volte il Signore da ciò che uno si merita, altre volte bisogna aiutare il Signore. 
Scusate la divagazione, come dicevo, dopo la telefonata con il capo ero rimasto con questo dubbio: sesto o Sesto?, ma a quel punto di quale Sesto si parlava, di quello fiorentino o di San Giovanni?
Forse l'avrei chiesto a Sergio, che passava proprio di là, o di qua? Con la sua auto andava in lungo e in largo, sapeva sempre tutto e aveva le risposte per tutti e per tutto. Gli domandavi: "Quanto costa questo modello d'auto?", e lui pronto ti rispondeva: "Dipende". Aveva sempre la risposta pronta. 
Per fortuna, il capo mi richiamò prima che interpellassi il sapiente Sergio, il Solone contemporaneo, e mi disse: "Contrordine, ci vediamo Roncobilaccio".      

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