Dopo tante peripezie, eravamo giunti a comprendere qualcosa di importante: BOND era irraggiungibile. Più lo braccavamo, più era imprendibile. Anzi, avevamo la sensazione che il nostro agitarci lo portava sempre più lontano. Forse, era proprio il nostro muoverci al suo inseguimento a caricarlo di nuova energia. C'era qualcuno, tra noi, convinto che BOND neanche esisteva, era solamente un diversivo, un fantoccio creato ad arte per farci perdere la vera natura dei problemi. BOND era divenuto il leitmotiv dell'informazione nostrana. Non passava giorno che il titolone di prima pagina di qualsiasi giornale a tiratura nazionale citasse lo stato di salute di BOND, delle sue smaglianti scalate verso punti sempre più alti della Terra. "BOND a quota 530", gridava un giornale; mentre l'altro era pronto a rispondere con un titolone ancora più possente: "BOND supera ogni limite".
Ma il capo ci aveva avvisato che si trattava di un carosello di cartapesta, inventato per intrattenere gli allocchi creduloni. "Il capo è sempre il capo", pensai io, quasi affascinato per la miscellanea di poesia e di analisi, che si armonizzavano nella sua frase. "Carosello di cartapesta", accidenti che vibrante raffigurazione della realtà. "E allora, BOND non esiste?", mi domandai disperatamente. Ma come se avesse delle doti di lettura del pensiero, il capo continuò dicendo: "BOND esiste, ma questa volta sta recitando un ruolo e la sceneggiatura è stata scritta da pessimi scrittori".
Cosa dovevamo fare, arrivati a questo punto?
Il capo, che ormai possedeva delle doti di lettura del pensiero prima che il pensiero venisse formulato, rispose o anticipò la risposta: "A sinistra c'è un'uscita di emergenza, dovete andare via da questa scena. Fate in fretta".
Appena usciti sentimmo che fuori l'aria era più pura. Ci guardammo intorno e non riconoscemmo il posto, provammo a metterci in contatto con il capo tramite il telefonino, ma in quel luogo non funzionava: forse non c'era campo. Ma il campo c'era, davanti a noi: anzi, c'erano distese di campi coltivati. "Questa è un'altra storia", disse il capo telepaticamente. " E avremo bisogno di un altro piano".

Braucht man wirklich einen neuen Plan?. Oder muss der alte Plan nur richtig ausgeführt, interpretiert werden ?! Wird uns mit BOND vielleicht nur eine "Leitfigur" vor die Nase gesetzt?! Nach dem Motto "Brot und Spiele" ?! BOND als Ablenkung vom eigentlichen Problem ?! Wenn sich alles auch die "Suche" nach BOND begibt, so gibt es irgend wo den "lachenden Dritten". Ist er vielleicht in Wirklichkeit BOND. Geht es nicht darum : "wieviel ist man bereit zu zahlen für ein Meisterwerk". BOND ein Spiegel?!
RispondiEliminaKorrektur:
RispondiEliminaWenn sich alles auf die "Suche"nach BOND begibt.....
Ich dachte, dass dieser Text fertig war, aber es gibt immer einige Person, die zu viel diel Planen verstehen. Deshalb BOND muss noch wirken. Wartet, der Tunnel ist noch lang.
RispondiEliminaDas ist viel zu einfach. Wer hat Angst vor BOND ?! BOND hat nur so viel Macht , wie wir ihm geben. Und wenn wir die Angst vor ihm verlieren, dann hat sich das Thema von selbst erledigt.
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