Sfiniti, stramazzammo a terra. La battaglia ci aveva veramente provati. Intorno, i corpi devastati, smembrati, vilipesi dei nostri commilitoni. La guerra della vanità aveva dissipato ogni nostra risorsa e ci aveva avviati ad una sconfitta certa.
Eppure i presupposti per una nostra rapida vittoria c'erano tutti. C'eravamo preparati anni, spendendo ogni nostra risorsa, sia fisica che mentale. Eravamo riusciti a pensare esclusivamente al superfluo, solo alla nostra misera esistenza. Cura del corpo e acquisti spasmodici di merci, le più varie e le più inutili. Il trionfo del silicone e del belletto era certo. Ma, improvvisamente, l'armata dei mercati aveva circondato i nostri portafogli, i nostri risparmi, i nostri possedimenti. Il capo supremo, durante un proclama in televisione (che doveva servire per tranquillizzare gli animi), si era lasciato andare ad una crisi di pianto, affermando che i mercati volevano la nostra capitolazione. Lui si era opposto, sì, si era opposto per qualche minuto, poi aveva trattato la sua resa personale a condizione che i suoi averi rimanessero nelle sue disponibilità.
La causa era giusta e meritoria: i segugi dei mercati lo annusarono e capirono che poteva anche essere grottesco, ma era sempre uno di loro.
Noi, addestrati da anni, facemmo cerchio (o quadrato) intorno al capo supremo, offrendo le nostre protesi di silicone e le pasticche di viagra sull'altare dell'individualismo: bruciammo le nostre offerte, ma il puzzo sprigionato dalle fiamme penetrò in noi, rendendoci ancora più deboli.
Ormai siamo ridotti a pura sembianza delle passate glorie: manichini monchi di noialtri ex manichini. La disfatta si preannuncia imminente, ma non cederemo un solo centimetro dei nostri stencil senza lottare. Graffieremo con le nostre unghie finte e lanceremo le megaprotesi del seno contro il nemico.
L'unica nostra consolazione è che l'attuale nostro nemico sarà a breve sbaragliato da nuove e possenti armate, che già si stanno formando negli angoli più diversi del pianeta. Speriamo solamente che questi novelli barbari sappiano imparare a indossare con garbo un capo firmato.

An der Schlacht der Eitelkeiten haben wir uns alle beteiligt; der Eine mehr, der Andere weniger. Aber alle tragen wir dazu bei, dass alles immer mehr, immer besser, immer schöner, immer schneller immer toller sein muß.Im TV werden uns, vor allem den jungen Menschen Welten und Werte vorgegaukelt, die es zu erreichen gilt. Aber wer mahnt zur Umkehr, wer gibt das Signal, dass weniger mehr ist? Wer hilft die Überfüllung, die Übersättigung umzukehren? Wer setzt neue vernünftigere Maßstäbe.
RispondiEliminaWir werden sehr bald vor den Scherben unseres Überflusses stehen. Die Kriese wird uns alle erfassen, wird uns alle zum Umdenken zwingen. Und ! Wir werden lernen, wir werden lernen müssen, dass weniger mehr sein kann, dass die bevorstehenden Niederlagen auch Chancen in sich bergen.