Sui giornali del 3 luglio 2012, si poteva leggere che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale la Nazionale italiana, di ritorno dal Campionato europeo, abbia avuto modo di affermare che "C'è molto da fare e cambiare, abbiamo alle spalle momenti difficili. Quando dico queste cose mi chiedo se parlo del calcio o dell'Italia, sono discorsi che si somigliano molto...". Tant'è vero, che il quotidiano "La Repubblica" ha titolato l'online "Napolitano incontra la Nazionale: 'Siete lo specchio del Paese'". Forse a qualcuno saranno venute in mente anche le vicende giudiziarie che alcuni uomini della Nazionale si portano appresso per via delle presunte partite vendute e relative scommesse.
Ma, senza nulla togliere alla lungimiranza del nostro Presidente, oserei dire che l'Italia assomiglia maggiormente ad un condominio. Quei grandi condomini delle sterminate periferie della capitale, dove tutti vivono nello stesso posto, ma è come se vivessero in un "loro, proprio, unico posto". Ciascuno pensa di trovare un suo modo di vivere la collettività, convinto di avere in tasca (o nella testa!) il modo per armonizzare gli interessi di tutti, ma se ben si va a vedere, è solamente il tentativo di piegare le esigenze degli altri ai propri istinti. In questo contesto, pieno di monadi che non saranno mai UNO, se non nel pagamento delle rate condominiale, spicca l'amministratore, colui che sa come sfruttare le divisioni, blandendo gli istinti di quasi tutti, colpendo coloro che vogliono controllare in modo assembleare la "cassa". I soldi sono cose troppo importanti per lasciarli in balia delle masse. Per gestire i soldi, bisogna essere ferrati: ferrati in cosa, non si sa. Forse bisognerebbe, usando una metafora calcistica, ripartire dai fondamentali: le regole, da quelle semplici.
Ad esempio: Alcune cose si possono fare ed altre no. Le spese vanno suddivise per millesimi: chi ha la casa più grande deve pagare di più. Risparmio sì, ma forse non è giusto risparmiare l'energia elettrica dell'ascensore, bloccandolo, quando le persone anziane che abitano ai piani alti non possono, ogni volta che escono di casa, sobbarcarsi una dose di ginnastica, che ormai non è più nei loro muscoli e vene.
Ma il principio fondamentale del condominio dovrebbe essere: le assemblee sono sovrane. Forse questa frase sarà una goccia in un mare di indifferenza, ma se si dà tempo alla goccia, riesce a forare anche le montagne.
Ma, senza nulla togliere alla lungimiranza del nostro Presidente, oserei dire che l'Italia assomiglia maggiormente ad un condominio. Quei grandi condomini delle sterminate periferie della capitale, dove tutti vivono nello stesso posto, ma è come se vivessero in un "loro, proprio, unico posto". Ciascuno pensa di trovare un suo modo di vivere la collettività, convinto di avere in tasca (o nella testa!) il modo per armonizzare gli interessi di tutti, ma se ben si va a vedere, è solamente il tentativo di piegare le esigenze degli altri ai propri istinti. In questo contesto, pieno di monadi che non saranno mai UNO, se non nel pagamento delle rate condominiale, spicca l'amministratore, colui che sa come sfruttare le divisioni, blandendo gli istinti di quasi tutti, colpendo coloro che vogliono controllare in modo assembleare la "cassa". I soldi sono cose troppo importanti per lasciarli in balia delle masse. Per gestire i soldi, bisogna essere ferrati: ferrati in cosa, non si sa. Forse bisognerebbe, usando una metafora calcistica, ripartire dai fondamentali: le regole, da quelle semplici.
Ad esempio: Alcune cose si possono fare ed altre no. Le spese vanno suddivise per millesimi: chi ha la casa più grande deve pagare di più. Risparmio sì, ma forse non è giusto risparmiare l'energia elettrica dell'ascensore, bloccandolo, quando le persone anziane che abitano ai piani alti non possono, ogni volta che escono di casa, sobbarcarsi una dose di ginnastica, che ormai non è più nei loro muscoli e vene.
Ma il principio fondamentale del condominio dovrebbe essere: le assemblee sono sovrane. Forse questa frase sarà una goccia in un mare di indifferenza, ma se si dà tempo alla goccia, riesce a forare anche le montagne.

Zuerst verstand ich deine Überschrift zur Metapher mit der Wohnung nicht. Nach dem Beispiel von der Rückkehr der Italienischen Nationalmannschaft im Vergleich zur gesellschaftlichen Sitation in eurem Land, begann ich zu verstehen. Es gibt überall viel zu tun. Ja, das ist eine richtige Spiegelsituation für den, der noch in den Spiegel sehen kann.
RispondiElimina(Bei uns heißt das Sprichwort so: Steter Tropfen höhlt den Stein.)
egbert
Aber wenn du sagst: "Es gibt überall viel zu tun". Wem sprichst du? Wir Italiener oder wir Menschen von Welt? Ich denke, dass alle Menschen jetzt zusammen wohnen und fast alle gleiche Problemen haben. Ich spreche über Italien, aber ich denke, dass andere Länder sich auch in diesem Spiegel spiegeln könnten.
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