Questa è la televisione che mi piace! Non parlo del modello, anche se questi apparecchi racchiudono in sé un certo fascino, quello della semplicità e robustezza. No, non volevo parlare dell'apparecchio, ma del programma che viene trasmesso. Forse ci sarà qualcuno, troppo attento alla realtà (ma ciò che è reale è anche vero?) che dirà: "Ma la televisione è spenta, non trasmette niente!". Ah, sì, senz'altro sul video non scorrono immagini colorate di spettacoli urlati, lustrati, bonari e rassicuranti, ma nello stesso tempo violenti nelle parole e negli ammiccamenti; oppure di serie televisive dove tutto è facile, veloce, non-riflessivo, immediato nell'azione perché nulla passa attraverso il cervello. E non ci sono neanche immagini di telegiornali, che, invece di offrire notizie o riflessioni, disinformano, offrendo sempre i soliti pastoni che gonfiano ma non nutrono. Come dicevo, non c'è nulla di tutto questo sullo schermo, ma qualcosa si intravede. E' una scena domestica o. per meglio dire, familiare, una di quelle scene che rappresentano il vissuto quotidiano di ogni persona, ma che vengono relegate nell'ambito del "non-detto".
Nello stesso tempo, l'ambito familiare entra in comunicazione con il resto della società attraverso la finestra aperta. Forse, sarà pura simbologia, ma i simboli sono il pilastro della esistenza umana, della possibilità di colloquiare e comprendersi tra genti anche non parlando la stessa lingua.
Un programma (film, notizie, intrattenimento, ecc.) che incentri il suo scorrere temporale sulle persone (non sui golem creati nei laboratori degli studios esteri e nostrani) avrebbe un ruolo nella nostra vita. Anni fa era in voga, nell'ambiente giornalistico, citare uno stereotipo, quello relativo alla casalinga di Voghera, per indicare un mondo piccolo-borghese, con un basso livello culturale e con una scarsa apertura mentale. E su questo stereotipo si è costruita la televisione odierna: non si può fare una televisione aperta ai problemi individuali o sociali, perché "la casalinga di Voghera" non la capirebbe e perciò non la vedrebbe.
Così si è trasformata la tv e dal famoso maestro Manzi (di "Non è mai troppo tardi") siamo arrivati all'esaltazione della peggiore piattezza discorsiva, culturale, morale, trasformando la casalinga di Voghera in una specie di voyeur italica (ma senza distinzione di sesso).
Ritorniamo, allora, ad una televisione che si rivolga alla casalinga di Voghera, e che ricominci ad interrogarsi cosa lei pensa (lei e noi, non molto dissimili da lei), una televisione che crei percorsi "culturali" in modo che la casalinga di Voghera (e noi con lei) sia in grado di aprire quella benedetta finestra per guardare il mondo.
Così si è trasformata la tv e dal famoso maestro Manzi (di "Non è mai troppo tardi") siamo arrivati all'esaltazione della peggiore piattezza discorsiva, culturale, morale, trasformando la casalinga di Voghera in una specie di voyeur italica (ma senza distinzione di sesso).
Ritorniamo, allora, ad una televisione che si rivolga alla casalinga di Voghera, e che ricominci ad interrogarsi cosa lei pensa (lei e noi, non molto dissimili da lei), una televisione che crei percorsi "culturali" in modo che la casalinga di Voghera (e noi con lei) sia in grado di aprire quella benedetta finestra per guardare il mondo.

Es ist nie zu spät?! Vielleicht ist es doch schon zu spät,einer Gesellschaft Werte zu vermitteln, die nur noch dem Voyeurismus verfallen ist. Es ist heute schwer, noch gute informative TV-Sendungen zu finden, sie gehen unter im Sumpf von "Reality-Shows", "Big-Brother", "Gewinn- und Spiel-Show's". Wenn man das TV-Programm betrachtet, so könnte man denken, dass der Zuschauer unmündig geworden ist. Wie sonst, könnten immer mehr dieser "Show's" auf niedrigstem Niveau die TV-Landschaft beherrschen. Die Zuschauer scheinen diesen Voyeurismus als Ersatz-Befriedigung zu empfinden. Gerade für junge Leute sehe ich in diesen Sendungen eine große Gefahr. Hier wird ( angeblich) reales Leben nachgezeichnet und für gut gehalten.
RispondiEliminaDas Foto spiegelt klar, die Bedeutung.
Aber vielleicht ist es doch noch nicht zu spät, den Schalter zu finden, mit dem man den Fernseher zum reinen Möbelstück machen kann.