La storia, all'inizio, appariva abbastanza banale: il mare, il sole, l'estate, la gioventù, lei e lui. C'erano tutti i componenti per un bel noioso racconto d'appendice. Ma era costretto a leggerlo, dal momento che la casa editrice in cui lavorava lo pagava per selezionare roba di questo genere. In questi racconti, già alla seconda-terza pagina sai dove si andrà a finire. Lei o lui tradisce lui o lei, o si tradiscono a vicenda, oppure lei/lui muore e lei/lui non si innamora più, sconsolata/o. Oppure muoiono tutt'e due allora giù lacrime e invettive contro il cinico destino.
Invece, nell'ultima storia che stava leggendo, alla quarta pagina c'era stato un colpo d'ala dello scrittore. Il racconto cambiava protagonista: non erano più lei e lui, giovani, belli, traditori e in vacanza al mare, ma era lo stesso scrittore che diventava il personaggio principale.
In quella pagina accadeva che il lettore della casa editrice, che aveva ricevuto il dattiloscritto da pubblicare in una raccolta di racconti dedicata a giovani scrittori, si stupiva della freschezza e originalità dell'opera e contattava, senza informare la casa editrice, lo scrittore per comunicargli che il suo dattiloscritto era veramente buono e che senz'altro doveva indirizzarsi ad un'altra casa editrice, che avesse un target diverso.
Lo scrittore ascoltò le osservazioni del lettore e annotò anche i suoi consigli, ma subito dopo aver terminato la conversazione fu colto da mille pensieri. Non riusciva a comprendere per quale motivo uno sconosciuto, un lettore di una casa editrice, si fosse preso la briga di telefonare per informarlo di una cosa che lui non riusciva a vedere: il suo genio. Forse, cominciò a pensare lo scrittore, era tutto uno stratagemma per farlo fuori dal progetto editoriale della casa editrice, forse il lettore aveva qualche suo/a conoscente da inserire nella raccolta di racconti e perciò cercava di decimare gli aspiranti attraverso delle telefonate che da un lato incensavano l'interlocutore, ma dall'altro lo costringevano a ritirare il dattiloscritto. Senz'altro, lui avrebbe potuto lasciare il componimento alla casa editrice, affinché venisse selezionato per la raccolta di racconti, ma il lettore avrebbe potuto scartarlo, adducendo che stava facendo un grande favore al futuro "talento" della narrativa italiana.
No, ormai si trovava in una situazione talmente aggrovigliata che aveva deciso di andare a parlare direttamente con il lettore.
Perciò, il giorno successivo, era uscito di casa e si era diretto alla casa editrice, lì aveva domandato del lettore. L'usciere lo aveva squadrato e dopo una impercettibile pausa di disgusto, aveva detto con un filo di voce: "Terzo piano, stanza 5".
Aveva bussato alla porta e, ricevuto l'"avanti", era entrato presentandosi. Di rimando, ottenne un grande sorriso dalla faccia incredula del lettore. Lo scrittore espresse il motivo della sua venuta, e il lettore manifestò ancora la sua ammirazione per l'ottimo racconto che aveva avuto il piacere di leggere. Lo scrittore gli disse che era sua intenzione vedere il suo dattiloscritto pubblicato presso la casa editrice, nella raccolta di racconti di giovani autori. Il lettore lo guardò meravigliato e gli disse che non doveva sciupare il suo talento in quella raccolta di spazzatura. Inoltre, il racconto non rispecchiava i canoni della serie, non c'era il coinvolgimento sentimentale, non c'era neanche un po' di spiaggia e qualche "cornetto".
Lo scrittore, infastidito dall'atteggiamento del lettore, rispose che evidentemente non aveva letto per intero il racconto, dal momento che a pagina 25 si ritornava in un'ambientazione da romanzo rosa, con tanto di tradimento, passione, lacrime e spiaggia. Il lettore arrossì, perché effettivamente non lo aveva letto tutto, ma si era fermato un po' prima di pagina 25, appena accortosi della grandezza del componimento, e comunque ribadì l'indisponibilità a pubblicarlo. A questo punto la discussione si era animata, e lo scrittore, preso da uno scatto d'ira, aveva afferrato un fermacarte che si trovava sul tavolo e colpito il lettore più volte alla testa...
Giunto a pagina 23, il lettore sbarrò gli occhi dall'orrore: quel dattiloscritto lo aveva veramente affascinato e si era quasi sentito in dovere di avvisare lo scrittore della bellezza della sua opera, invitandolo a indirizzarsi verso un'altra casa editrice. Ma lo svolgimento del racconto, sino a quel momento, lo aveva fatto riflettere. Ebbe la sensazione che si stesse narrando la sua storia. "E se il lettore aggredito a morte fossi proprio io?", si domadò cupamente. Già sentiva, addirittura, il sangue che gli colava caldo dalla tempia sinistra. Chiuse il dattiloscritto, lo fissò per qualche istante, come se stesse raccogliendo le energie per prendere una decisione, infine afferrò il timbro e vi stampigliò sopra un "Annullato".
E mentre deponeva il racconto nello scaffale delle opere respinte, pensò che la pubblicazione di un capolavoro non poteva valere una vita umana, specialmente se quella vita era la sua.

Was macht uns mehr Angst : 1., dass uns jemand einen Spiegel vor hält, 2.,dass wir erkennen, dass jemand besser ist als wir selbst, 3., dass wir über jemanden oder über eine Sache vorschnell ein Urteil fällten und feststellen, uns geirrt zu haben ?!
RispondiEliminaDer Titel : " wieviel sind sie bereit zu zahlen für ein Meisterwerk" könnte auch heißen : " Wie belastbar ist die menschliche Psyche"
Ich koennte auch antworten, wie mein Freund BOND antworten wuerde: "Ich habe nicht Angst". Aber das ist BOND. Ich, dass nur ich bin, antworte: "Ich mus mit Sprizzi e sprazzi erleben, wenn ich sehr schnell bin, kann niemand erwischen
RispondiEliminaEs wurden schon ganz andere Dinge oder Menschen zerstört mit dem Stempel " Annullato " und es wurden auch schon zu große Opfer gebracht für manches "Meisterwerk". Aber am gefährlichsten sind Urteile, die aus Unwissenheit , Voreingenommenheit und Ignoranz gefällt werden. Geschieht das nicht täglich? Und wie schnell muss man sein um zu entkommen ? " Der frühe Vogel fängt den Wurm " All zu oft gibt es kein Entkommen.
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