"Ti ricordi?".
"Cosa mi devo ricordare?".
"Quando scattai questa foto".
"No, perché dovrei ricordarmelo!".
"Era un giorno particolare, ma non nel senso che fosse un giorno bello, fu particolare per me".
"E perché fu particolare per te, se neanche lo defenisci un bel giorno?".
"Perché quel giorno eri molto triste, mentre ritornavamo dal mare. Sarà stata la fine di aprile, avevamo trascorso una settimana nella casa delle vacanze. L'avevamo sistemata, ripulita bene bene. La primavera non si era ancora stabilizzata: c'era stata forse una settimana di caldo, all'inizio del mese, ma poi era ritornato il freddo. Purtroppo le rondine si erano fatte ingannare dal primo tepore ed erano volate qui da noi. Il freddo le aveva colte a tradimento e alcune erano morte assiderate. Lungo la strada che conduceva al paese, ne scorgemmo due morte e questa cosa ci sconvolse. Te maggiormente. Diventasti ancora più triste. Al ritorno, sull'autostrada, mentre il cielo grigio ci diceva che altre rondini sarebbero morte, vidi quell'albero. La prima sensazione che mi diede fu di riparo, un riparo nella solitudine. Quella poteva essere il tuo riparo contro la tristezza, contro la brutta sorte per delle rondini troppo avventurose, contro la forza sproporzionata della natura nei confronti degli esseri più deboli e sensibili. Perciò mi fermai e decisi di fotografarlo per regalarti quell'albero. Io decisi che quello sarebbe stato sempre il tuo albero".
"Penso che sia il regalo più bello che una donna possa ricevere, grazie".
Si abbracciarono piangendo, tacendo per la gioia.
"Perché quel giorno eri molto triste, mentre ritornavamo dal mare. Sarà stata la fine di aprile, avevamo trascorso una settimana nella casa delle vacanze. L'avevamo sistemata, ripulita bene bene. La primavera non si era ancora stabilizzata: c'era stata forse una settimana di caldo, all'inizio del mese, ma poi era ritornato il freddo. Purtroppo le rondine si erano fatte ingannare dal primo tepore ed erano volate qui da noi. Il freddo le aveva colte a tradimento e alcune erano morte assiderate. Lungo la strada che conduceva al paese, ne scorgemmo due morte e questa cosa ci sconvolse. Te maggiormente. Diventasti ancora più triste. Al ritorno, sull'autostrada, mentre il cielo grigio ci diceva che altre rondini sarebbero morte, vidi quell'albero. La prima sensazione che mi diede fu di riparo, un riparo nella solitudine. Quella poteva essere il tuo riparo contro la tristezza, contro la brutta sorte per delle rondini troppo avventurose, contro la forza sproporzionata della natura nei confronti degli esseri più deboli e sensibili. Perciò mi fermai e decisi di fotografarlo per regalarti quell'albero. Io decisi che quello sarebbe stato sempre il tuo albero".
"Penso che sia il regalo più bello che una donna possa ricevere, grazie".
Si abbracciarono piangendo, tacendo per la gioia.

Anch'io penso che sia il regalo più bello che una donna possa ricevere.
RispondiEliminaInvidio questa donna che ha ottenuto questa regalo meraviglioso.
Questa foto è incoraggiante. Che tempi tristi questo albero ha visto? Ed è ancora in piedi!