Cosa pensa "A", cosa pensa "B".
Già, cosa pensano queste due signore, mentre, sedute sulla propria panchina, guardano il panorama oppure leggono un giornale (rivista o libro)? Ma guardano veramente l'orizzonte? Leggono veramente il giornale/rivista/libro?
Forse.
O forse no.
Ma noi cosa ne possiamo sapere di ciò che le preoccupa, oppure di quale disegno di realizzazione della propria vita hanno nella loro testa. Potremmo tentare una esercitazione, sviluppando tre ipotesi, elencando le possibili tipicità di pensiero per delle signore difronte ad un panorama, tutto sommato apprezzabile, o mentre leggono un giornale/rivista/libro.
1ª Ipotesi
La signora di sinistra, che chiameremo "signora A", ha appena saputo che sua figlia si è innamorata di un impiegato di banca. Sarà senz'altro un buon partito, ma sente nel fondo della sua anima che c'è qualcosa che non va. Forse è quella parola "banca" che la lascia con un sapore di amaro in bocca. La signora A crede di conoscere la figlia, e non riesce a vederla insieme ad un noioso impiegato sempre immerso tra numeri, tassi, bond, cambi valutari, ecc. Ma la signora A, che in fin dei conti è abbastanza sincera con se stessa, si domanda come fa a sapere che il tipo stereotipato dell'impiegato di banca possa calzare anche al suo futuro genero. A questa parola diventa triste, e la colonna d'acqua, che sino a poco prima aveva osservato in modo affascinato, diventa il paradigma delle lacrime universali delle donne che invecchiano.
La signora a destra, che definiremo come la signora B, pensa al suo amato. Sfoglia il giornale senza leggere nulla, rivive l'ultimo giorno che ha trascorso con lui. Forse lo rivedrà tra qualche settimana, quando lui riuscirà a liberarsi dagli impegni di lavoro e, innanzitutto, a trovare una scusa plausibile per non fare insospettire la moglie per questi improvvisi e frequenti viaggi di lavoro. La signora B sa benissimo che vive una situazione insostenibile e transitoria, e sa benissimo anche che lei sarà quella che dovrà trovare una soluzione a questa vicenda che avvilisce il suo amore. Ma intanto si lascia cullare dalle dolci onde del lago, immaginandosi al di sopra della sua superficie: piccola barca ninnata dai movimenti della vita. Ma talvolta i movimenti della vita possono trasformarsi in brusche onde e scaraventarti al largo. Ma la signora B sa navigare, legge bene le carte nautiche e le previsioni meteorologiche. Non si lascerà trovare impreparata.
2ª Ipotesi
La signora A pensa che si trova in un luogo stupendo. Tutto è perfetto intorno a lei. In quel momento percepisce l'armonia del creato e lei vorrebbe che quell'istante non finisse mai, che durasse sino alla fine dei suoi giorni. "La fine dei miei giorni!", questa frase scalfisce leggermente la gioia di quell'attimo. Infatti, pensa che in quel momento potrebbe anche affrontare la morte, e allora si sente felice anche per il pensiero sulla morte: ha scoperto il modo per sconfiggere il terrore di quel trapasso. Il segreto è la gioia. Sa benissimo che questo stato non durerà a lungo, ma tenterà di farne tesoro per le situazionii in cui si sentirà triste. Allora cerca di imprimere nella sua mente tutto ciò che la circonda in quel momento, e cerca anche di immagazzinare nel suo cuore la pace che sta provando. Sente di essere l'acqua del lago, il cielo con le sue nuvole, gli alberi e le barche, le persone che passano, la signora che le è accanto e che sembra così triste. Oggi è disposta anche a prendersi una parte della tristezza di questa sconosciuta, è sicura che riuscirà a portare anche questo fardello.
La signora B legge un articolo che tratta della vendita di caffè nel mondo. Lì scopre che la Germania è la nazione che ne consuma maggiormente. Dopo il primo momento di stupore, pensa che quella notizia non le cambierà la vita né la sua concezione su di essa. Ma quale concezione della vita ha? Questa è una bella domanda che si pone. "Non fare del male al prossimo", ma questa è troppo generica e troppo universale; lei cerca una sua concezione. Potrebbe essere che "la vita è imprevedibile", ma anche qui non c'è nulla di nuovo sotto al sole. Forse vorrebbe avere una vita con tante possibilità: "Ossia tante vite?", si domanda la signora B, quasi spaventata da tale rischio. Dover rivivere tante volte una vita è come dover ripetere errori e sofferenze, e qualche gioia, infinite volte. Ecco, ha trovato la sua concezione sulla vita. Essa è una continuità di dolore e di errori, intervallati da brevi momenti di gioia. La signora B è una pessimista e il lago le mette una grande tristezza. La signora B pensa che il prossimo anno trascorrerà le vacanze al mare.
3ª Ipotesi
La signora A non pensa, ma sogna. Sogna un mondo diverso. Come dovrebbe essere questo mondo? Questo non lo sa, ma sente che in questo ci sono molte cose che non vanno, a cominciare dalla incomunicabilità. Le persone non parlano tra loro e se parlano mentono oppure urlano. Dovremmo distillare le nostre anime e disporre solamente del succo della sapienza, dell'amore, della comprensione. Sarebbe senz'altro un bel mondo. Un vero mondo nuovo.
La signora B sfoglia un libro ed è arrivata all'ultimo capitolo. In quel libro si narra di due signore che stanno sedute difronte ad un lago. Improvvisamente si ode un annuncio che, come nel film di Vittorio De Sica, annuncia il Giudizio Universale. Le due signore si guardano smarrite e spaventate, si alzano in piedi, e alla signora che stava leggendo un libro, che aveva quasi terminato, cade quest'ultimo nel lago. Il lago in quel punto è molto profondo e melmoso, nessuno saprà come continuerà il racconto, né come sarà il giudizio universale. Lì finisce il libro ed anche la nostra esercitazione.
Il senso di questo scritto: forse non c'è, ma se uno vogliamo trovarne è che le storie vanno vissute, tanto ci sarà sempre, alla fine, un giudizio del quale non sappiamo i risultati.
La signora a destra, che definiremo come la signora B, pensa al suo amato. Sfoglia il giornale senza leggere nulla, rivive l'ultimo giorno che ha trascorso con lui. Forse lo rivedrà tra qualche settimana, quando lui riuscirà a liberarsi dagli impegni di lavoro e, innanzitutto, a trovare una scusa plausibile per non fare insospettire la moglie per questi improvvisi e frequenti viaggi di lavoro. La signora B sa benissimo che vive una situazione insostenibile e transitoria, e sa benissimo anche che lei sarà quella che dovrà trovare una soluzione a questa vicenda che avvilisce il suo amore. Ma intanto si lascia cullare dalle dolci onde del lago, immaginandosi al di sopra della sua superficie: piccola barca ninnata dai movimenti della vita. Ma talvolta i movimenti della vita possono trasformarsi in brusche onde e scaraventarti al largo. Ma la signora B sa navigare, legge bene le carte nautiche e le previsioni meteorologiche. Non si lascerà trovare impreparata.
2ª Ipotesi
La signora A pensa che si trova in un luogo stupendo. Tutto è perfetto intorno a lei. In quel momento percepisce l'armonia del creato e lei vorrebbe che quell'istante non finisse mai, che durasse sino alla fine dei suoi giorni. "La fine dei miei giorni!", questa frase scalfisce leggermente la gioia di quell'attimo. Infatti, pensa che in quel momento potrebbe anche affrontare la morte, e allora si sente felice anche per il pensiero sulla morte: ha scoperto il modo per sconfiggere il terrore di quel trapasso. Il segreto è la gioia. Sa benissimo che questo stato non durerà a lungo, ma tenterà di farne tesoro per le situazionii in cui si sentirà triste. Allora cerca di imprimere nella sua mente tutto ciò che la circonda in quel momento, e cerca anche di immagazzinare nel suo cuore la pace che sta provando. Sente di essere l'acqua del lago, il cielo con le sue nuvole, gli alberi e le barche, le persone che passano, la signora che le è accanto e che sembra così triste. Oggi è disposta anche a prendersi una parte della tristezza di questa sconosciuta, è sicura che riuscirà a portare anche questo fardello.
La signora B legge un articolo che tratta della vendita di caffè nel mondo. Lì scopre che la Germania è la nazione che ne consuma maggiormente. Dopo il primo momento di stupore, pensa che quella notizia non le cambierà la vita né la sua concezione su di essa. Ma quale concezione della vita ha? Questa è una bella domanda che si pone. "Non fare del male al prossimo", ma questa è troppo generica e troppo universale; lei cerca una sua concezione. Potrebbe essere che "la vita è imprevedibile", ma anche qui non c'è nulla di nuovo sotto al sole. Forse vorrebbe avere una vita con tante possibilità: "Ossia tante vite?", si domanda la signora B, quasi spaventata da tale rischio. Dover rivivere tante volte una vita è come dover ripetere errori e sofferenze, e qualche gioia, infinite volte. Ecco, ha trovato la sua concezione sulla vita. Essa è una continuità di dolore e di errori, intervallati da brevi momenti di gioia. La signora B è una pessimista e il lago le mette una grande tristezza. La signora B pensa che il prossimo anno trascorrerà le vacanze al mare.
3ª Ipotesi
La signora A non pensa, ma sogna. Sogna un mondo diverso. Come dovrebbe essere questo mondo? Questo non lo sa, ma sente che in questo ci sono molte cose che non vanno, a cominciare dalla incomunicabilità. Le persone non parlano tra loro e se parlano mentono oppure urlano. Dovremmo distillare le nostre anime e disporre solamente del succo della sapienza, dell'amore, della comprensione. Sarebbe senz'altro un bel mondo. Un vero mondo nuovo.
La signora B sfoglia un libro ed è arrivata all'ultimo capitolo. In quel libro si narra di due signore che stanno sedute difronte ad un lago. Improvvisamente si ode un annuncio che, come nel film di Vittorio De Sica, annuncia il Giudizio Universale. Le due signore si guardano smarrite e spaventate, si alzano in piedi, e alla signora che stava leggendo un libro, che aveva quasi terminato, cade quest'ultimo nel lago. Il lago in quel punto è molto profondo e melmoso, nessuno saprà come continuerà il racconto, né come sarà il giudizio universale. Lì finisce il libro ed anche la nostra esercitazione.
Il senso di questo scritto: forse non c'è, ma se uno vogliamo trovarne è che le storie vanno vissute, tanto ci sarà sempre, alla fine, un giudizio del quale non sappiamo i risultati.

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