Il capo ha sempre idee nuove per la testa e penso che questa volta si sia pure superato. Perché? E' semplice, ma devo fare una breve premessa: Sono anni che si sente (forse è meglio dire, si sentiva, infatti è da circa un anno che questo disco non si ascolta) che bisogna dividere l'Italia in tante Repubbliche, ne potremmo citare tante, alcune anche con nomi di fantasia o storici. Abbiamo quella arcifamosa della Padania, quella meno famosa di Filettino, oppure quella di Frosinone, ma anche la Repubblica (o Regno) delle Due Sicilie ha catturato l'attenzione di qualche giornalista, insieme a quella della Sardegna e a quella dei Sanniti. Alcune, purtroppo, non hanno lasciato traccia negli archivi e nelle menti di noialtri esseri comuni. Queste fatidiche Repubbliche non raggiungono i mille abitanti: spesso, per scansare questa facile critica alla fantasia separatista, si è sentito dire che non conta il numero, ma le tradizioni culturali, le "radici".
E allora il capo, dopo aver ben riflettuto, ha pensato che, a ragion veduta, si potrebbe proclamare il Principato di Centocelle, sulla falsariga di quello monegasco. Per chi non lo sapesse, Centocelle è un popolare e popoloso quartiere di Roma, conta la bellezza di circa 90.000 abitanti, molti di più di parecchie città italiane capoluoghi di provincia. Anticamente, e parliamo del tempo della Roma Imperiale, Centocelle era una cittadella militare (con il nome di Centum Cellae) dove si esercitavano i soldati e la cavalleria. Famose, all'epoca, anche le terme nella zona Tor de' Schiavi. Tenendo conto di questi fattori storici (altro che radici!) e della densità abitativa, il capo ha pensato che un eventuale principato di Centocelle non arebbe nulla da invidiare ad altre Nazioni.
Inoltre, l'evoluzione storica, sociale ed economica di Centocelle si è avvalsa ache della modernità: in questo quartiere fu inaugurato il primo aeroporto italiano, che entrò in funzione il 15 aprile 1909, e che tuttora, con qualche miglioria potrebbe essere utilizzato per il trasporto dei turisti.
Quando il capo fece questa osservazione, qualcuno di noi sollevò subito un'obiezione: "E che vengono a fare i turisti a Centocelle?".
Inoltre, l'evoluzione storica, sociale ed economica di Centocelle si è avvalsa ache della modernità: in questo quartiere fu inaugurato il primo aeroporto italiano, che entrò in funzione il 15 aprile 1909, e che tuttora, con qualche miglioria potrebbe essere utilizzato per il trasporto dei turisti.
Quando il capo fece questa osservazione, qualcuno di noi sollevò subito un'obiezione: "E che vengono a fare i turisti a Centocelle?".
Il capo, come dicevo, ha sempre delle idee brillanti, ma questa volta era super. La sua risposta era all'altezza del progetto: "Presto detto. Trasformiamo via Palmiro Togliatti in una sorta di circuito automobilistico, da fare invidia ad Imola o a Monte Carlo. In piazza dei Gerani sbaracchiamo quella fontana finto-romana e, al suo posto, costruiamo un bel Casinò. Utilizziamo la costruenda linea metropolitana per collegare il Principato con il resto del paese e a piazza dei Mirti, dove c'è la stazione principale, installiamo un posto di frontiera, come il Checkpoint Charlie. Pensate che attrazione turistica! Mi posso anche immaginare lo scambio tra spie! Non so bene se conviene lasciare l'attuale moneta, ma forse sì, tanto che ce ne facciamo di un'altra monetucola da strapazzo, le nostre banche (forse due potrebbero anche essere sufficienti) dovrebbero diventare i forzieri dei ricconi dell'Italia. Per la sede del governo e la casa del principe (che potrei essere io) utilizzeremo la scuola elementare 'Fausto Cecconi', anche lì ce n'è di storia".
Dopo aver pensato un pochino su ciò che aveva detto il capo, gli domandai: "Ma quando vorresti iniziare a mettere in piedi questo progetto?".
E lui, facendomi un gesto con la mano, come per dirmi di pazientare: "Vediamo se ricomincia il tormentone delle secessioni, allora entreremo anche noi nella top ten, ma il nostro progetto sarà senz'altro il migliore, forse ci accapareremmo addirittura il premio per la migliore sceneggiatura di un sogno ad occhi aperti per gli allocchi, con tanto di soldi in qualche paradiso fiscale per noi, estensori del piano".
Il capo è sempre il capo.
Dopo aver pensato un pochino su ciò che aveva detto il capo, gli domandai: "Ma quando vorresti iniziare a mettere in piedi questo progetto?".
E lui, facendomi un gesto con la mano, come per dirmi di pazientare: "Vediamo se ricomincia il tormentone delle secessioni, allora entreremo anche noi nella top ten, ma il nostro progetto sarà senz'altro il migliore, forse ci accapareremmo addirittura il premio per la migliore sceneggiatura di un sogno ad occhi aperti per gli allocchi, con tanto di soldi in qualche paradiso fiscale per noi, estensori del piano".
Il capo è sempre il capo.


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