domenica 10 febbraio 2013

Lavori in corso

Senza un attimo di pausa si può anche terminare prima del previsto ciò che si ha da fare. Questa è massima chiara e semplice, su di essa si possono anche costruire dei teoremi, di qualsiasi tipo. Infatti, questa frase rientra nell'ambito delle cose su cui si fondano le certezze incrollabili. Basta dire che accelerando i tempi (del lavoro, della riflessione filosofica, della creatività artistica, della creazione universale, della riflessività sociologica, ecc.) si finisce prima ciò che ci si accinge a fare. Se si comincia a scavare una buca (ad esempio larga 1 metro, lunga 1 metro e profonda 1 metro), utilizzando solamente pala e piccone, potremmo impiegarci dalle 2-3 ore sino ad una decina o anche più. Tutto dipende da cosa si ha intenzione di fare con il tempo, con il proprio tempo, e con la buca che si è scavata. 
A questo punto del ragionamento, entrano nell'ambito del tema da affrontare non solamente la perizia oppure la volontà di fare di chi interviene manualmente, ma anche problemi filosofici, psicologici, politici e pratici di chi è chiamato a lavorare e del committente del lavoro. Se, ad esempio, esiste un rapporto di subordinazione tra colui che opera e colui che commissiona il lavoro, si determineranno delle dinamiche che interessano innanzitutto il conflitto di classe tra i due soggetti, il quadro socio-economico in cui si instaura la contrattazione del tempo di lavoro ed il salario, il livello di conoscenza di classe del lavoratore e la forza di ricatto (psicologico, sociale, politico ed economico) che il committente può esercitare nei confronti del lavoratore. 
Qualcuno, quelli che vedono il mondo con gli occhiali che hanno trovato in qualche bancarella degli oggetti usati della propaganda del secolo scorso, coloro che si vogliono definire modernatori guardando perennemente all'indietro, dirà che questo tipo di ragionamento è inquinato da un pregiudizio, quello di coloro che vedono solo disarmonia in un mondo che tende alla perfezione. Sarà! ma senza entrare nel merito dell'analisi, dovrebbero spiegarmi per quale motivo un lavoratore subordinato dovrebbe impiegare un minuto in meno, anziché uno in più per fare un lavoro del quale percepisce l'alienazione sin dal primo momento in cui impugna il piccone. 
Qualcuno gli ha forse, come minimo, spiegato perché bisogna scavare questa buca di 1mx1mx1m? Gli hanno chiesto, forse, se è d'accordo a farla, la buca, e di scavarla proprio in quel punto? Mi si risponderà che viene pagato per il lavoro e non per le decisioni sul lavoro; d'accordo, questa è una risposta anche accettabile, ma allora dove è l'armonia di questo sistema, quando si vuole pagare un uomo per quello che produce la sua forza (fisica, mentale o spirituale) senza pensare che l'uomo è qualcosa di più di quello che si vorrebbe retribuire? E se non si considera il resto, come creare questo benedetto "equilibrio armonico e naturale" della società?
E poi, perché scavare una buca 1mx1mx1m se non si vuole sotterrare qualcosa che potrebbe creare troppi problemi? 
Che sia la critica sociale?

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