martedì 26 febbraio 2013

I porta/s/fortuna

Nel mio paese non succede granché di interessante. Tutto è un tran-tran infinito, ogni cosa che accade accade sempre, ogni giorno, alla medesima ora, come se ci fosse un canovaccio utilizzabile ininterrottamente per anni. Forse questa peculiarità dipenderà dal fatto che il mio paese è veramente piccolo; infatti, esso si può riassumere in una piazza e in una via, quella che con grande enfasi chiamiamo "il Corso". Ci sono certamente altre vie, forse in tutto una decina, ma chiamarle vie è quasi fare un torto a questo lemma di un qualsiasi vocabolario della lingua italiana. Perciò, come dicevo, praticamente la vita sociale è densamente concentrata in un'area veramente ridotta per dimensioni spaziali. E in quest'area vi abito da diversi anni, dunque posso definirmi un testimone attendibile della vita sociale del mio paese. 
Il mio paese ha la stessa consuetudine e precisione di una vecchia begina nei confronti delle funzioni religiose. Questo paragone non mi è venuto in mente attraverso una complessa elaborazione dello stato intellettuale e culturale della mia terra, ma semplicemente mediante l'empiria, ossia l'osservazione diretta di un fenomeno. Infatti, la signora Pina assiste a tutte le funzioni della chiesa, consequenzialmente, vedendo lei, che da casa si dirige verso la chiesa per la funzione religiosa, si sa immediatamente l'ora. Qualcuno è arrivato a pensare che questa mite vecchietta, con tutta la sua ripetitività delle azioni che svolge nel proscenio sociale, sia la causa principale di ogni avvenimento che ha a che fare con le funzioni religiose. E dal momento che di frequente (e in un paese "vecchio" come il nostro sarebbe anche normale) suona la campana a morto, sempre costoro pensano che la signora Pina sia una specie di uccello del malaugurio. Ma evidentemente ci sono poche cose su cui pensare, nel nostro paese, per giungere a elaborare degli schemi così arzigogolati solo per avere l'occasione di poter parlare.
Un altro personaggio che contribuisce a vivacizzare i nostri giorni è il postino. Chissà perché, ma i postini sono sempre dei tipi, sia nel bene che nel male. Certe volte suonano due volte, e allora sono guai, per loro e per gli altri, oppure vengono inseguiti dai cani del circondario, quando in bicicletta consegnano lettere, raccomandate, cartoline e pacchi, e allora sono guai solo per loro. Il nostro, però, rientra in un'altra categoria, forse minoritaria, ma importante nell'ambito della classificazione degli impiegati postali: consegna la posta con puntualità. Purtroppo gli capita di portare frequentemente pessime notizie. Il più delle volte, infatti, sono cartelle esattoriali, contravvenzioni oppure pubblicità elettorale. Il nostro postino, quindi, è entrato nella stessa lista della signora Pina: di quelli che tendenzialmente portano sfortuna. E quando capiti in questa top-ten ci sono poche possibilità di farsi degli amici. 
Un altro solitario per forza è lo spazzino comunale. Ormai sono circa due anni che pulisce le poche strade del nostro paese, ma in questo lasso di tempo è riuscito a calamitare su di sé tutte le malelingue del circondario. Perché? Con esattezza non si sa, ma forse dipende dal fatto che una volta, al bar, mentre parlava con alcuni paesani si permise di fare una grande speculazione sulle sorti della salute pubblica nella nostra cittadina, affermando che se non cambiavano le abitudini delle persone circa la pulizia delle strade e lo smaltimento dei rifiuti, prima o poi saremmo andati incontro a qualche emergenza sanitaria. Purtroppo da lì a qualche mese ci fu un'epidemia di tifo in provincia che colpì anche qualche nostro compaesano. Da quel momento, lo spazzino fu quasi considerato il numero uno tra gli jettatori della contrada. 
Forse qualcuno, di quelli che hanno fatto della ragione uno strumento per poter vivere in maniera civile tra gli esseri umani, potrebbe pensare che la signora Pina, il postino e lo spazzino non hanno nessuna diretta relazione con certi fenomeni, non molto piacevoli, che capitano alle persone di ogni paese. Anzi, qualcuno, più sofisticato, potrebbe avere anche l'ardire di considerarli dei portafortuna. Infatti, secondo costoro, la signora Pina testimonia solamente un rito che garantisce il permanere di una collettività, la quale manifesta la propria coesione anche nei momenti meno felici dell'esistenza umana. Sempre per questi pochi illuminati, il nostro postino consegna, purtroppo, cattive notizie, ma almeno lo fa con professionalità e puntualità, permettendoci di ottemperare a delle non piacevoli incombenze, che comunque procrastinate ci causerebbero degli ulteriori aggravi. Mentre lo spazzino, che con la sua sensibilità al decoro e alla pulizia collettiva, ci avvisa che stiamo correndo dei rischi, specialmente se continuiamo con le cattive abitudini, sarebbe per questi fini sofisti un esempio di efficienza lavorativa e sociale.
Ma purtroppo il nostro paese non è un paese molto interessante, non sappiamo di cosa parlare e quello di cui parliamo sono notizie senza valore e spesso senza senso. Ma noi siamo fatti così, le cattive abitudini sono, per noi, come le cattive compagnie, ci fregano ma quel loro fare sfacciato ci affascina. Inoltre, è molto bello perdersi nel nulla dei nostri cervelli. Che fortuna vivere in un paese così!

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