Ci sono momenti in cui sarebbe prudente attendere un attimo prima di intraprendere qualsiasi azione. Fermarsi dietro un angolo e, facendo capolino, scrutare l'orizzonte. Anni fa, c'era qualcuno che in un programma televisivo, in cui era conduttore, nella sua veste di giornalista poneva ai suoi ospiti una domanda fissa: "Cosa c'è dietro l'angolo, secondo lei?". Credo che il nostro giornalista sapesse bene cosa si stava preparando per l'Italia. Eravamo alla fine degli anni '70, e il Piano di Rinascita Democratica "svolazzava" di stanza in stanza, di redazione in redazione, propagando in ogni anfratto l'odore stantio del vecchiume, quello di abiti grigi impregnati di naftalina, palline di prodotto chimico usato in abbondanza dalle nostre nonne, mamme, mogli dei tempi passati, contro le tarme, anche se i veri insetti che ci corrodevano (e ci corrodono) erano dentro noi.
Fermarsi dietro l'angolo, e guardare con calma cosa c'è dietro l'angolo. Ma portiamo con noi anche uno specchio, anche non molto grande, anche uno specchietto, con il quale guardarci le spalle, ma anche dentro, proprio dove si annidano i tarli più pericolosi, quelli dell'anima.

Ja das ist richtig, manchmal wäre es besser, geduldiger zu sein. Leider gibt es noch keinen Spiegel um vorsichtig um die Ecke der eigenen Seele schauen zu können. Zum Glück können es andere Menschen auch nicht.
RispondiEliminae.b.