venerdì 16 agosto 2013

All'orizzonte

"Non si vedono", gridò Primo, mentre, con la mano destra di taglio sulla fronte per proteggere gli occhi dal sole battente, scrutava l'orizzonte. Poi, come se parlasse a se stesso, aggiunse: "Ma forse neanche oggi arriveranno". 
Secondo scrollò la testa, come per dire che era impossibile fare affidamento su certi tipi. Secondo non sopportava le approssimazioni, il disimpegno, lo spontaneismo di alcuni. Talvolta, durante le riunioni aveva espresso questo suo punto di vista, ma gli altri non riuscivano proprio a capire questa sua mania di codificare tutto, di rispettare una sorta di codice di comportamento, una "consequenzialità rispetto al progetto", come diceva spesso Secondo.
Anche Terzo condivideva il punto di vista di Secondo, ma pensava che i tempi non erano ancora maturi, forse più in là, quando le situazioni si sarebbero maggiormente chiarite, allora sì. 
Quarto, invece, se ne stava un po' in disparte e riuscì a malapena a capire quello che aveva detto Primo. Ma per lui non aveva molta importanza sentire quello che gli altri dicevano. La verità ce l'aveva tutta nel suo cappello con visiera, dal quale non si separava mai. Quarto era ben strano, diceva "a", ma voleva dire "z", ma se qualcuno gli faceva notare queste sue incongruenze, veniva da lui tacciato per uno sporco traditore, un infido rigurgito del passato. Succedeva, però, che dopo poco, Quarto esaltava il passato come punto di partenza per un nuovo cammino. E Quinto lo ascoltava con somma attenzione, ma immancabilmente il suo giudizio su ciò che percepiva dalle sparate verbali di Quarto, era che quel poveretto non stava granché bene e, secondo lui, non avrebbe fatto una bella fine.
Sesto si avvicinò al punto di avvistamento, aguzzò gli la vista  e gli sembrò di vedere qualcosa laggiù dove la terra si incontrava con il cielo. Forse erano loro che si avvicinavano, oppure era solamente l'abbaglio del sole. Forse... Ma nel dubbio era meglio tacere e non sollevare un vespaio con una notizia priva di ogni fondamento. Settimo e tutti gli altri dormivano, e Sesto sentì un po' di invidia per la loro capacità di non lasciarsi prendere dall'ansia del mancato arrivo degli altri. 
Intanto la sera si avvicinava e sembrava che portasse con sé anche le nuvole, domani sarebbe piovuto. L'estate stava per finire. Le foglie sarebbero cadute dagli alberi e... tutti i salmi sarebbero finiti in gloria.

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