Immaginate di trovarvi davanti ad una pozza in cui ci sia una soluzione calda composta da molecole carboniose e che essa interagisca con l'atmosfera primordiale della Terra formata da ammoniaca, metano e idrogeno. In questa situazione, piano piano, lentamente, in condizione anaerobica, si formerebbero delle molecole sempre più complesse. Si arriverebbe, così, alla nascita dei coacervati (un'aggregazione sferica di molecole lipidiche che formano un'inclusione colloidale, da Wikipedia) e poi, sempre più lentamente, alle forme viventi. Questa, descritta da me in maniera abbastanza semplicistica e senza alcuna competenza, è la teoria dello scienziato sovietico Aleksandr Ivanovič Oparin che spiegherebbe la nascita della vita sul nostro pianeta.
Dal "brodo primordiale", fatto da pochi e semplici ingredienti, potreste ottenere, se avete a disposizione un po' di tempo, un mondo, un pianeta. Immaginate, adesso, di averlo davanti ai vostri occhi. L'avete atteso per milioni di anni, forse anche con una certa impazienza, ma quell'opera adesso è completa. Senz'altro durante l'attesa avete anche pensato a cosa sarebbe stato questo pianeta. Nella mente avete già una pietra di paragone, la Terra, un modello in senso positivo e in senso negativo. Durante l'attesa della creazione avete stilato una lista con due colonne, nella prima a sinistra avete scritto tutto ciò che volete che venga riproposto nel nuovo mondo e che già conoscete per la vostra esperienza terrestre; in quella di destra invece avete elencato quello che vorreste che non ci fosse più.
Nell'immaginaria lista di sinistra, senz'altro io metterei: l'azzurro del cielo, le nuvole (bianche, grigie, nere, viola a causa dei riflessi del sole al tramonto, e in tutte le altre gradazioni di colore che ho visto e si sono impresse nel mio inconscio), il sole (quello caldo dell'estate, quello accogliente e promettente della primavera oppure dolce e malinconico dell'autunno, o pieno di compassione dell'inverno), la pioggia e la nebbia (che fa sognare, ricordandoci che c'è sempre qualcosa che c'è ma che non si vede, bisogna credere, certe volte), gli alberi, i fiori, l'erba, e tutti gli animali del creato, tutti gli animali escluso nessuno, forse...
Sulla lista di destra, metterei: la guerra, le armi, l'odio, il rancore, le ingiustizie, la superficialità, la miseria, l'inquinamento (dell'ambiente e dell'anima), la violenza (verbale, psichica e fisica), la bruttezza dell'anima... Tutte queste caratteristiche sono peculiarità dell'animale uomo. Allora, certe volte viene da chiedermi se forse in questo "brodo" non sarebbe bene togliere qualche elemento "troppo" umano, oppure aggiungerne altri affinché la miscela risulti più equilibrata e digeribile per una Terra che ha bisogno di grande rispetto e, diciamolo senza retorica, d'amore.
Dal "brodo primordiale", fatto da pochi e semplici ingredienti, potreste ottenere, se avete a disposizione un po' di tempo, un mondo, un pianeta. Immaginate, adesso, di averlo davanti ai vostri occhi. L'avete atteso per milioni di anni, forse anche con una certa impazienza, ma quell'opera adesso è completa. Senz'altro durante l'attesa avete anche pensato a cosa sarebbe stato questo pianeta. Nella mente avete già una pietra di paragone, la Terra, un modello in senso positivo e in senso negativo. Durante l'attesa della creazione avete stilato una lista con due colonne, nella prima a sinistra avete scritto tutto ciò che volete che venga riproposto nel nuovo mondo e che già conoscete per la vostra esperienza terrestre; in quella di destra invece avete elencato quello che vorreste che non ci fosse più.
Nell'immaginaria lista di sinistra, senz'altro io metterei: l'azzurro del cielo, le nuvole (bianche, grigie, nere, viola a causa dei riflessi del sole al tramonto, e in tutte le altre gradazioni di colore che ho visto e si sono impresse nel mio inconscio), il sole (quello caldo dell'estate, quello accogliente e promettente della primavera oppure dolce e malinconico dell'autunno, o pieno di compassione dell'inverno), la pioggia e la nebbia (che fa sognare, ricordandoci che c'è sempre qualcosa che c'è ma che non si vede, bisogna credere, certe volte), gli alberi, i fiori, l'erba, e tutti gli animali del creato, tutti gli animali escluso nessuno, forse...
Sulla lista di destra, metterei: la guerra, le armi, l'odio, il rancore, le ingiustizie, la superficialità, la miseria, l'inquinamento (dell'ambiente e dell'anima), la violenza (verbale, psichica e fisica), la bruttezza dell'anima... Tutte queste caratteristiche sono peculiarità dell'animale uomo. Allora, certe volte viene da chiedermi se forse in questo "brodo" non sarebbe bene togliere qualche elemento "troppo" umano, oppure aggiungerne altri affinché la miscela risulti più equilibrata e digeribile per una Terra che ha bisogno di grande rispetto e, diciamolo senza retorica, d'amore.

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